Risposta rapida
Il food cost si calcola così: (costo ingredienti per porzione ÷ prezzo di vendita netto IVA) × 100. Per una pizza margherita con 1,40 € di ingredienti venduta a 8 € (7,27 € netto al 10%) il food cost è del 19,2%. Il calcolo va sempre fatto sul netto IVA, mai sul lordo, perché l'IVA non è ricavo tuo.
Cos'è il food cost e perché conta
Il food cost è la percentuale del prezzo di vendita che spendi in materie prime per una porzione. È il primo indicatore di salute economica di un piatto: dice se stai vendendo abbastanza alto rispetto a quanto compri.
Tre numeri ti servono sempre:
- Costo ingredienti porzione — somma di tutti gli ingredienti utilizzati per produrre una singola porzione, calcolata in base al peso effettivo usato (non al peso d'acquisto).
- Prezzo di vendita netto IVA — il prezzo a menu, depurato dell'aliquota IVA applicata.
- Food cost % — il rapporto fra i due, moltiplicato per cento.
Il food cost serve a rispondere a tre domande: il piatto è prezzato correttamente, le porzioni sono sostenibili, il margine resta positivo dopo gli altri costi.
La formula passo passo
Passo 1: Costo ingredienti per porzione
Ogni ingrediente ha un prezzo di acquisto (es. 1 kg di mozzarella a 8,50 €) e una quantità usata in ricetta (es. 100 g per pizza). Il costo dell'ingrediente in quella ricetta è:
costo ingrediente = (prezzo confezione ÷ quantità confezione) × quantità usata
Esempio: mozzarella → (8,50 € ÷ 1000 g) × 100 g = 0,85 €.
Ripeti per ogni ingrediente, somma tutto, e hai il costo ricetta totale. Se la ricetta produce 1 porzione, quello è il costo per porzione. Se ne produce 4, dividi per 4.
Se vuoi un calcolo veloce e già tabellato, apri il calcolatore food cost e inserisci confezione + quantità usata per ogni ingrediente: il costo per porzione esce automatico.
Passo 2: Prezzo netto IVA
In Italia la ristorazione applica due aliquote principali: 10% per somministrazione di alimenti e bevande non alcoliche, 22% per alcolici e casi ordinari. L'IVA non è ricavo tuo, va versata allo Stato, quindi va depurata dal prezzo del menu prima di calcolare margini.
prezzo netto IVA = prezzo lordo ÷ (1 + aliquota/100)
Per un piatto a 12 € lordi con IVA 10%: 12 ÷ 1,10 = 10,91 € netto.
Per uno scorporo veloce hai il calcolatore IVA ristorazione che gestisce sia scorporo che aggiunta IVA.
Passo 3: Food cost %
Con costo porzione e prezzo netto:
food cost % = (costo porzione ÷ prezzo netto IVA) × 100
Continuando l'esempio: 2,40 € su 10,91 € → 22%. Tradotto: per ogni euro che incassi al netto, 22 centesimi vanno in ingredienti.
Esempio 1: Pizza margherita
| Ingrediente | Confezione | Quantità ricetta | Costo | |---|---|---|---| | Farina 00 | 1 kg a 1,70 € | 180 g | 0,31 € | | Pomodoro pelato | 2,5 kg a 5,20 € | 90 g | 0,19 € | | Mozzarella fior di latte | 1 kg a 8,50 € | 100 g | 0,85 € | | Olio EVO | 1 L a 7,00 € | 8 ml | 0,06 € | | Totale | | | 1,41 € |
Prezzo menu 8 €, IVA 10% → netto 7,27 €.
Food cost = (1,41 ÷ 7,27) × 100 = 19,4%
Risultato eccellente per una pizzeria (target 25-30%). C'è spazio per usare mozzarella di qualità superiore senza uscire dal benchmark, oppure il margine è solido e copre con sicurezza personale e fissi.
Esempio 2: Pasta alla carbonara × 4 porzioni
Ricetta da 4 porzioni con prezzo singolo 11 €:
| Ingrediente | Confezione | Ricetta totale | Costo totale | |---|---|---|---| | Pasta secca | 1 kg a 2,80 € | 360 g | 1,01 € | | Guanciale | 1 kg a 14,00 € | 180 g | 2,52 € | | Pecorino romano | 1 kg a 18,00 € | 120 g | 2,16 € | | Uova | 10 pz a 3,20 € | 4 pz | 1,28 € | | Totale ricetta | | | 6,97 € |
Costo per porzione = 6,97 ÷ 4 = 1,74 €.
Prezzo lordo 11 €, IVA 10% → netto 10,00 €.
Food cost = (1,74 ÷ 10,00) × 100 = 17,4%
Molto sotto target. Su un piatto signature come carbonara puoi alzare a 12-13 € senza perdere domanda e portarti a un food cost del 14-15%: significa più euro di margine per coprire personale, affitto, utenze.
Esempio 3: Tiramisu da vassoio (8 porzioni)
| Ingrediente | Costo totale ricetta | |---|---| | Mascarpone 500 g | 4,80 € | | Uova 4 pz | 1,28 € | | Savoiardi 300 g | 2,63 € | | Caffè 200 ml | 1,20 € | | Zucchero, cacao | 0,40 € | | Totale | 10,31 € |
Costo per porzione = 10,31 ÷ 8 = 1,29 €. Prezzo menu 6 €, IVA 10% → netto 5,45 €.
Food cost = (1,29 ÷ 5,45) × 100 = 23,7%
Buono per un dessert da menu fisso. Su un dessert "premium" puoi spingere il prezzo a 7-8 € e abbassare ulteriormente la percentuale, oppure giocare con porzionamento più piccolo (250 g vs 300 g) per il delivery.
Il food cost ideale per tipo di locale
| Tipologia | Range ottimale | Soglia critica | |---|---|---| | Pizzeria | 25-30% | > 35% | | Trattoria / cucina tradizionale | 28-32% | > 38% | | Ristorante fine dining | 30-38% | > 42% | | Bar tavola calda | 22-28% | > 32% | | Fast food / quick service | 28-33% | > 38% | | Pasticceria | 25-32% | > 38% | | Banqueting / catering | 30-35% | > 42% | | Delivery puro | 32-38% | > 45% (packaging incluso) |
Il delivery ha range più alti perché va inclusa la voce packaging (vaschetta, posate, sacchetto, etichette): può pesare 0,30-0,80 € a piatto, cioè 4-8 punti percentuali di food cost in più.
Food cost vs prime cost: la differenza che cambia tutto
Molti ristoratori si fermano al food cost e pensano di avere il margine garantito. È un errore. Il numero che conta davvero è il prime cost:
prime cost % = food cost % + labor cost %
Dove labor cost % è il costo aziendale del personale di cucina diviso il fatturato netto. Tipico in Italia:
- Pizzeria: labor 22% → prime cost ~50%
- Ristorante tradizionale: labor 30% → prime cost ~60%
- Fine dining: labor 32% → prime cost ~65%
Il target prime cost universale è 55-60%. Sopra il 65% rischi seriamente di non coprire affitto, utenze, manutenzioni, marketing. Sotto 55% sei in zona profit.
Nei calcolatori di Calcoli HoReCa attivi il toggle "Costo lavoro" nel food cost e nel drink cost per vedere il prime cost in tempo reale con preset di ruolo (chef, pizzaiolo, pasticcere, barman, etc).
Errori più frequenti nel calcolo del food cost
1. Calcolarlo sul lordo IVA
Errore più comune. Un piatto venduto a 12 € lordi con food cost 2,40 € sembra avere 20%, ma sul netto (10,91 €) è 22%. La differenza di 2 punti su 1000 piatti/mese significa 240 € di valutazione errata.
2. Non considerare lo scarto
Mozzarella da 1 kg → ne usi 850 g effettivi (l'acqua di governo e il pacchetto pesano). Pomodoro fresco → 65% di resa dopo pulizia. Se ignori lo scarto, il food cost reale è del 15-30% più alto di quello calcolato. Inserisci sempre la voce "Scarto %" nel calcolatore.
3. Calcolare una volta sola e dimenticarsene
I prezzi degli ingredienti cambiano ogni mese. Mozzarella d'estate sale del 15-25%, farine sono ballerine, pesce stagionale ha range del 40%. Un food cost a fine stagione è facilmente +5/+8 punti rispetto a inizio stagione se non aggiorni i listini.
Cadenza minima: revisione listini ogni 30 giorni, ricontrollo food cost dei top 10 piatti.
4. Non includere garnish e contorno standard
Limone, prezzemolo, olive, crostini omaggio, pane: contano. Su 100 piatti al giorno, 8 centesimi di garnish ignorato = 240 € al mese di margine perso silenzioso.
5. Fare il food cost su una porzione "ideale" anziché reale
In cucina spesso si "porziona generoso" per non sentire reclami. Pesa 10 piatti reali in servizio e fai la media: troverai che la porzione vera è il 5-15% sopra la ricetta scritta. Il food cost reale è quello.
Come usare il food cost per decidere prezzi
Una volta che hai il food cost, puoi muoverti in tre direzioni:
Direzione 1 — Adegua il prezzo al target food cost:
prezzo netto target = costo porzione ÷ (food cost target / 100)
Se hai 2,40 € di costo e vuoi food cost 25%: 2,40 ÷ 0,25 = 9,60 € netto → 10,56 € lordo (con IVA 10%).
Direzione 2 — Adegua la porzione:
Se non puoi alzare il prezzo (zona competitiva), riduci leggermente la grammatura. Su una pasta da 360 g a 320 g salvi 12 centesimi di costo, 1,5 punti di food cost.
Direzione 3 — Cambia un ingrediente:
Sostituisci mozzarella fior di latte 8,50 €/kg con fior di latte alternativa a 7,20 €/kg sui piatti dove non è "signature": 13 centesimi a porzione, 100 piatti/giorno = 390 €/mese di margine in più.
Il calcolatore food cost fa direttamente le tre simulazioni: imposta target, attiva costo lavoro, vedi il prezzo minimo consigliato + scenari alternativi.
Dal food cost al margine mensile reale
Calcolare il food cost di un singolo piatto è il primo passo. Il secondo è capire quanto margine mensile quel piatto produce davvero:
margine lordo mensile piatto = (prezzo netto − costo porzione) × porzioni vendute al mese
Per la nostra carbonara: (10,00 − 1,74) × (15 piatti/giorno × 26 giorni) = 3.221 € di margine lordo/mese.
Per simulare l'intero menu, con multi-piatto e benchmarking, usa la proiezione margine menu: inserisci fino a 8 piatti con costo+prezzo+volume e ottieni food cost ponderato del menu + top performer + break-even coperti.
Checklist rapida controllo food cost
Tieni questa lista appesa in cucina:
- [ ] Listini ingredienti aggiornati negli ultimi 30 giorni
- [ ] Scarto % impostato per ogni ingrediente (carne 15%, pesce 25-40%, ortaggi 30%, formaggi freschi 5%)
- [ ] Calcolo su prezzo NETTO IVA, non lordo
- [ ] Inclusi garnish, contorni omaggio, pane
- [ ] Porzioni reali pesate, non quelle "da ricetta"
- [ ] Food cost rivisto trimestre per stagionalità
- [ ] Prime cost calcolato (food + labor), non solo food
- [ ] Top 10 piatti hanno schede ricetta scritte e validate
- [ ] Margine mensile per piatto monitorato (top performer evidenziati)
Con questa disciplina, il food cost diventa uno strumento di decisione, non un numero da paura.
Risorse correlate
- Cos'è il food cost: guida completa — definizioni e fondamenti
- Pillar food cost — hub completo con tutti i calcolatori del cluster
- Margine piatto — dal food cost al margine in euro
- Proiezione margine mensile — impatto del menu intero